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“PER UN PROFILO ETICO ED ESTETICO”

Giovedì 09 Dicembre 2010 08:31

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vincimexico2_1di Luisa Belardinelli

Dopo alcuni anni di "laborioso silenzio", interrotto da significative partecipazioni a mostre collettive in Italia e all'estero, Liliana Vinci torna ad esporre con una personale pittorica e scultorea, nella Casa del Combattente, edificio storico a Latina, sua città d'adozione.

Liliana Vinci è nata in Sicilia, a Butera (CL). Ultimati gli studi artistici a Palermo, si trasferisce a Latina, per insegnare"Educazione Artistica" nella scuola media "G. Cena". Negli anni '60, appena si trasferisce a Latina, frequenta l'ambiente artistico della città partecipando a mostre collettive e personali. Nel 1975, la sua attività artistica si svolge a pieno ritmo. Negli anni '80 diviene socio fondatore del gruppo "Arti Figurative '80". Tra le mostre più significative che ha sostenuto, si ricorda l'esposizione nel Palazzo dei Congressi di Strasburgo, nel 1983 riceve il premio della Critica Nazionalee nell'88 le è stato conferito il II Premio di pittura "Città di Latina". Nel 2004 e nel 2005 è stata premiata alla mostra Nazionale di Pittura Contemporanea di Santhià (VC). Le sue opere figurano in collezioni private in Italia e all'estero. "Le figure, le nature morte, gli scorci naturalistici pregni di sensibilità ecologica e velati talvolta da un'atmosfera fiabesca, documentano, infatti, i più recenti sviluppi della sua pittura, che evoca lo splendore della natura assieme all'angoscia dell'uomo contemporaneo temperata, però dalla fede e da una giusta dose di tensione simbolica e costruttiva, che lascia intravedere esiti esaltanti ed edificanti"(Prof. Serafino Borgia). La produzione in parte inedita, fruibile in questa personale "pontina", si propone non soltanto per una lettura estetica o per un tentativo di analisi del presente, ma soprattutto per una condivisione emotiva che trascenda le specifiche problematiche dell'arte per giungere a quelle dell'essere umano. "Se l'impostazione formale delle composizioni pittoriche della Vinci rimanda a un'illusoria tridimensionalità, pressochè indispensabile all'esternazione dell'idea, nelle sculture l'autrice diversifica i punti di vista, recupera il fascino numismatico di un recto e di un verso, imposta la differenziazione stereometrica dell'impianto, realizzando opere che mostrano, nello stesso lavoro, più facce e una compresenza di soggetti. (...) Profili essenziali, modellati nelle cere e nelle terre interagiscono con l'aria e con la luce ritmando i tempi e le pause di un plasmare lento e ragionato, talvolta memore delle grandi lezioni del passato..." (Azzurra Piattella Storico e critico d'arte). Attraverso una breve intervista, subito mi sono resa conto della grinta di Liliana Vinci, del suo voler denunciare attraverso una nobile arte le ingiustizie nel mondo e il diritto di ogni uomo a raggiungere la pace e la libertà. I temi forti che affronta li esprime attraverso il suo senso cromatico raffinato e incisivo e sempre a passo con i tempi.