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A SEZZE È UN SUSSEGUIRSI DI TEATRO

Mercoledì 24 Novembre 2010 16:52

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costadi Paola Bernasconi

A Sezze fine settimana dedicato interamente al teatro: luogo degli eventi l'Auditorium Comunale "Mario Costa" in via Piagge Marine (zona Parco Anfiteatro).

Le danze si aprono sabato 27 alle ore 18,00 con lo spettacolo "I sette Re di Roma", organizzato dall'Associazione "Il Giardino dei Sogni" in collaborazione con l'Associazione "Grazia Carabellese" di Roma e la parrocchia di Santa Lucia. Patrocinato dal Comune di Sezze, lo spettacolo ha come fine primario quello di raccogliere fondi da donare in beneficenza. "Il nostro gruppo è nato lavorando per le esigenze di una comunità religiosa romana e tante, insieme a questa teatrale, sono le iniziative che in più di dieci anni abbiamo messo in campo - così dichiara Angela Megna, Presidente dell'associazione romana - Questa di Sezze è stata l'ennesima occasione per sostenere con la nostra opera la raccolta di fondi che saranno interamente devoluti all'Associazione "Il Giardino dei Sogni", con l'obiettivo di sostenere le loro attività rivolte a ragazzi diversamente abili. Siamo certi che gli spettatori faranno la loro parte e noi, come sempre, potremo portare a casa la soddisfazione di vederci vicino a chi ha bisogno". Testo liberamente tratto, "I sette re di Roma" darà voce ai mitologici sovrani che per primi hanno governato la Capitale, in un susseguirsi di storie, aneddoti, tradizioni e rimandi al presente. Domenica 28 novembre sarà la volta invece del sesto spettacolo della rassegna "Sezze In Con Tra il Teatro": alle ore 18,00 l'Associazione Culturale "Gruppo 8" di Potenza porterà sul palco "Voci di famiglia" di Harold Pinter. Nato come radiodramma, il testo ha come protagonisti un figlio (il regista ed interprete Mario di Lonardo) e una madre (Irene Romalli) che dialogano attraverso un ipotetico scambio epistolare. "Nell'allestirlo si è voluto evidenziare non solo un luogo fisico, ma anche un luogo della mente, in cui i rapporti umani diventano morbosi e a volte crudeli - così si legge in una nota diffusa dal regista - In particolare, partendo dalle modalità infantili di attaccamento e dalla loro evoluzione relazionale e affettiva, si è voluto evidenziare l'importanza delle emozioni nel processo dell'identità del figlio e il disagio psicologico, definito complesso di Erode, della madre".