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CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Mercoledì 24 Novembre 2010 16:47
Un numero in crescita rispetto agli ultimi anni quello degli omicidi sulle donne. Ma chi uccide e in quale contesto? L'allarme riguarda, in particolar modo, la violenza domestica perché le relazioni familiari e tra i sessi risultano essere quelle di maggior pericolo per la donna.
Nello scorso anno i responsabili degli omicidi sono stati i mariti per il 36% dei casi, i conviventi o partner per il 18%, gli ex compagni per il 9% e parenti per il 13%. Sempre secondo la ricerca, nel 2009 le donne vittime di "femminicidio" sono di nazionalità italiana per il 70,8% dei casi come sono per la maggior parte italiani, (76%) i loro assassini. L'associazione nazionale D.I.RE. (donne in rete contro la violenza) che contiene al suo interno 58 Centri antiviolenza tutti altamente specializzati, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne, ha organizzato i giorni scorsi una conferenza stampa per presentare i dati dei centri antiviolenza 2010, le testimonianze dirette dei centri antiviolenza del sud, centro e nord a rischio di chiusura, che tratteggiano un quadro culturale e sociale preoccupante, le raccomandazioni internazionali a sostegno dei centri antiviolenza, in aperto contrasto con il trend italiano. Secondo i dati emersi da una ricerca, negli ultimi anni si è registrato in Italia un costante aumento dei "femminicidi": 101 nel 2006, 107 nel 2007, 112 nel 2008 e 119 nel 2009. (Casa delle donne di Bologna). Che ruolo hanno i centri antiviolenza? Sono gli unici luoghi concretamente idonei ad offrire un'accoglienza utile alle donne in fuga dai peggiori soprusi. Sono luoghi di civiltà e libertà che garantiscono sicurezza e percorsi di cambiamento positivo. Il Centro Donna "Lilith" di Latina nel corso della settimana dedicata alla campagna internazionale contro ogni forma di violenza sulle donne, ha presentato una iniziativa articolata e incentrata su più livelli. Si vuole raccontare, a partire da un momento cruciale per la costituzione del movimento femminista a Latina - il "processo del Circeo" processo svoltosi presso la Corte d'Assise del Tribunale di Latina nell'estate del 1976 - il percorso del gruppo di donne che, a metà degli Anni '80, hanno dato vita all'Associazione (Centro Donna LILITH), e che, secondo una forte linea di continuità con la presenza militante e la pratica dei processi prima e la mobilitazione in sostegno della Legge di iniziativa popolare contro la violenza alle donne, ha condotto all'apertura del Centro Antiviolenza nel 1991 e della Casa Rifugio "Emily" nel 2003, spazi allo stesso tempo simbolici e concreti di libertà femminile. Allarmante la nota dell'agenzia parlamentare la quale sottolinea la crisi che i servizi di assistenza, i centri antiviolenza e molteplici onlus stanno attraversando: "chiudono l'uno dopo l'altro, al sud come al nord, strangolati dai tagli e dall'indifferenza, quando non dall'ostilità degli Enti Locali che non esitano a eliminare per primi questi preziosi servizi impegnati ad apparecchiare un domani migliore per donne spesso a rischio di vita". E concludono polemizzando in ambito politico sulle promesse mai mantenute: "Quante campagne elettorali sono state impostate sulla promessa di intervenire in maniera decisiva. Quante volte ai Centri antiviolenza, alle donne in fuga, ai bambini testimoni di violenza, è stato promesso di intervenire positivamente nei loro drammi. Quante volte è stato favoleggiato di un Piano Nazionale antiviolenza che le Ministre delle Pari Opportunità hanno promesso di realizzare".




