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GIUSTIZIA D’ALTRI TEMPI IN “FATTI E MISFATTI”
Mercoledì 20 Luglio 2011 15:16
E' stata una bella serata quella dello scorso 15 luglio presso il giardino del castello Baronale di Maenza. E il perché lo si è dovuto all'occasione, ovvero alla presentazione del libro di Alessandro Pucci "Fatti e Misfatti".
La fatica letteraria dell'ex sindaco maentino raccoglie al suo interno brevi storie, da leggere veramente tutte d'un fiato l'una dopo l'altra, che riportano sentenze curiose, molto boccaccesche, emesse dalla procura di Priverno che riguardano la stessa Priverno, Maenza, Roccagorga, Sonnino, Prossedi e in senso lato tutti i paesi dei monti Lepini in quel periodo. Ci riferiamo agli anni intorno al 1947, quando Maenza come comune era ancora annesso a Priverno e in cui la giustizia era forse meno garantista, ma probabilmente più a misura d'uomo. Era un periodo in cui i giudici facevamo praticamente tutto, dalle indagini preliminari al pubblico ministero e via discorrendo, ma soprattutto si sapevano calare nei panni de nel contesto dei giudicati che avevano davanti. Questo è emerso in una serata fresca in cui tra un racconto e l'altro riportati da un libro che narra una storia di una prostituta, di due giovani colti in fragrante, di un accoppiamento animale e altro ancora, gli aneddoti sciorinati durante la disquisizione dagli ospiti intervenuti (il sindaco di Priverno Umberto Macci, il presidente della Camera Penale di Latina Paolo Censi, il consigliere dell'ordine degli avvocati Giovanni Lauretti, l'ex sindaco di Prossedi Franco Solli) hanno accompagnato gli ospiti rapiti anche dagli intermezzi musicali del maestro Faiola per un appuntamento che verrà ripetuto a fine mese a Badino e che presentanel migliore dei modi un libro da leggere e che soprattutto, come detto dall'avvocato Lauretti, potrebbe aver dato l'idea per una futura raccolta ancora di maggior respiro.




