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“MAGGIORANZA IN PANNE, IL SINDACO SI DIMETTA”
Giovedì 05 Maggio 2011 12:56
di Domiziana Tosatti
Una 'pressione mediatica' fatta di annunci ad effetto di fantomatiche realizzazioni che nulla hanno a che fare con la realtà locale, una radicale indifferenza da parte della cittadinanza a tutto ciò che fa l'amministrazione comunale, a causa 'della distanza di questa dai problemi comuni', un sindaco 'imbrigliato mani e piedi alle logiche di quegli amministratori di maggioranza che hanno fatto dell'amministrazione pubblica una sorta di società di servizi per amici e parenti'.
Ci vanno giù durissimi i tre consiglieri del Popolo della Libertà del gruppo consiliare comunale, Ruggero Cacciotti, Gianni Curti e Fabrizio Velardi. La loro è una riflessione cruda sulle condizioni in cui si trovano ad operare la maggioranza d il sindaco, in un momento politico in cui ormai da più parti si vocifera, sebbene non sia mai giunta conferma ufficiale, di una lacuna sempre più ampia tra le varie anime della maggioranza. E quello del Pdl ha l'intenzione di essere anche una sorta di 'scossone al primo cittadino, perché si liberi di chi non consente di operare per il solo bene del paese'. "L'immagine di centro propulsore, culturale e turistico, che Bassiano ha avuto per diversi lustri tra gli anni '70 e '90- hanno scritto in una nota i tre consiglieri di minoranza- è ormai irrimediabilmente sbiadita, surclassata dall'operato di amministratori pubblici che di pubblico hanno ben poco e che da decenni occupano posti in Consiglio solo per il raggiungimento di un mero fine personale e poco importa se Bassiano ogni giorno continua a rotolare sempre più per il pendio dell'anonimato e dell'indifferenza. Si tratta di personaggi che non hanno alcun credito politico, che continuano- si legge ancora nella nota- a non riscuotere alcun consenso elettorale dalla popolazione e che, tuttavia, hanno un così forte potere da poter 'sistemare' tutti i propri vicini, tanto che al Comune di Bassiano non si tengono concorsi pubblici da trent'anni. Al sindaco Cacciotti va un appello-invito perché ponga fine a questo stato di cose. Deve liberarsi di questa zavorra che tanto danno sta arrecando al paese. Qualora non fosse in grado di fare pulizia, allora si dimetta e si torni alle elezioni". Una presa di posizione netta, che potrebbe, sembra, essere un'ancora di salvataggio in caso la crisi interna di cui si vocifera ormai da mesi divenga realtà insanabile.



