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OMBRE SUL FUTURO DELLE COMUNITÀ MONTANE
Giovedì 28 Ottobre 2010 09:26
di Domiziana Tosatti
Nel contesto dei conti pubblici da far quadrare e nella ricerca di quegli enti costosi, ma 'meno necessari', negli ultimi anni le Comunità Montane sono state individuate come realtà da ridimensionare, o, addirittura, da sopprimere, sostituendole, come nelle ultime proposte di legge, con delle 'Associazioni di Comuni'. Sulla strada del ridimensionamento ci si era avviati grazie alla legge 20 del 2008, che aveva recepito svariate esigenze, come l'abolizione totale di indennità e gettoni di presenze, la riduzione degli organismi gestionali e più restrittivi criteri di montanità a tutela delle zone davvero montane e disagiate.
Il percorso operativo della legge in questione si è però interrotto al termine della scorsa legislatura regionale. Ora il discorso si è ripreso con il decreto legge 78 del 2010, che obbliga i piccoli Comuni all'associazionismo da disciplinare a livello nazionale. Ad esprimere alcune considerazioni nel merito è l'ex presidente della XIII Comunità Montana ed oggi consigliere comunale di Bassiano e provinciale, Domenico Guidi. "Sull'onda di valutazioni superficiali - ha detto - le Comunità Montane sono state considerate Enti di secondo livello e quindi da sopprimere. In assenza di un esame obiettivo sulla funzione dell'istituto montano, si è portato avanti un tentativo che contraddice quanto affermato in tema di federalismo e di sistema democratico modellato a livello territoriale e mirato a rispondere alle specifiche esigenze dei cittadini. La superficialità di molti nuovi amministratori- ha osservato Guidi- non gli ha fatto conoscere gli studi o programmi elaborati dalle Comunità Montane e i progetti realizzati che hanno fatto emergere potenzialità umane e culturali inesplorate e la valorizzazione di ambiti territoriali sconosciuti, o prodotti che sono diventati ricchezza per le comunità locali e valore per l'economia e per il lavoro. E' grave responsabilità di scarsa analisi politica il non essere stati capaci di accorgersi di quanti interventi sul territorio non avrebbero potuto attuarsi senza l'azione coordinatrice di un autorevole centro decisionale a competenza circoscrizionale". Tra gli interventi ricordati spiccano il progetto di sviluppo integrato Stile, notevoli politiche di gestione ambientale e la conseguente certificazione Emas per i Comuni membri, il sistema informativo geografico con la Carta della montagna del Lazio, la Programmazione territoriale integrata ed altri. La sollecitazione di Guidi è che avvenga presto un confronto tra gli amministratori dei Comuni montani sul futuro delle Comunità e sul loro ruolo.




