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NUOVO PRG: LE OSSERVAZIONI DI GUIDI
Giovedì 29 Luglio 2010 01:00
Domiziana Tosatti
Entro pochi giorni l’amministrazione comunale guidata da Costantino Cacciotti depositerà la proposta progettuale del nuovo Piano regolatore generale, che mira a garantire al territorio una nuova prospettiva evolutiva, a distanza di trent’anni dal precedente, in considerazione, soprattutto, delle vocazioni economiche e produttive del paese.
Domenico Guidi, consigliere di maggioranza con delega al centro storico, ha elaborato delle osservazioni, che mirano, tra l’altro, ad affermare l’esigenza che il nuovo Prg sia una sorta di vero e proprio patto sociale e non solo uno strumento urbanistico calato sulla testa dei cittadini, che abbia la capacità di essere uno strumento che tenga in considerazione le vocazioni del territorio e che sappia guardare questo nella prospettiva dei prossimi decenni. “L'obiettivo di un piano regolatore comunale- ha osservato- è quello di valorizzare da un lato gli elementi positivi del territorio e dall'altro di agire sugli elementi negativi riqualificandoli, cioè indirizzandone la trasformazione verso situazioni di maggior valore, immaginando un ambiente migliore e più ricco di opportunità, a partire però da una valutazione concreta delle risorse disponibili”. D’altronde la nuova legge urbanistica offre ampie possibilità di immaginare operazioni innovative nel campo del recupero. “Come, d’altro canto- ha detto Guidi- non si può fare a meno di riconsiderare interventi sulla viabilità e sulle stradine comunali e private e di pensare ad una razionalizzazione di questa rete che permetta un maggior controllo nelle situazioni di emergenza”. In passato, secondo Guidi, con il compito della pianificazione lasciata all’amministrazione comunale ha sempre fatto sì che ‘il rapporto tra questa ed il privato, laddove si doveva procedere ad espropri per opere di pubblico interesse, è stato sempre vicendevolmente ricattatorio’. “Ora però l'esperienza della nuova pianificazione ci deve far ritrovare il significato di una cultura che sembrava perduta, quella delle solidarietà del villaggio, della capacità di far fronte comune davanti alle scelte del futuro dei nostri giovani che debbono pianificare con una visione lontana”. Detto questo, l’aspetto di maggior significato che dev’essere alla base del Prg è la capacità di intuire cosa questo è in grado di produrre e di che lavoro vivranno i propri residenti. “Aspetto, questo- ha osservato ancora il consigliere- che non può prescindere da un’attenta valutazione delle risorse umane ed imprenditoriali e da un processo di coinvolgimento e partecipazione della popolazione. Un Piano- ha detto in conclusione- non è solo uno strumento tecnico, ma un vero e proprio patto sociale”.



