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ACQUALATINA PROPONE UNA SANATORIA
Mercoledì 29 Giugno 2011 17:36
E' stata recapitata nei giorni scorsi nelle buche delle lettere dei cittadini di Bassiano una missiva che li informava 'sulla possibilità di fruire di una sanatoria per le irregolarità contrattuali'.
Un accordo, secondo quanto recitato nella comunicazione, concordato con l'Otuc, l'organismo di tutela degli utenti, ed è stata sottoscritta dall'Ato4 e 'dall'amministrazione del suo Comune'. E qui, per Bruno Palombo, assessore alle finanze del Comune di Bassiano, sorgerebbe la prima anomalia. "Le lettere non hanno indirizzo del destinatario, per cui- ha osservato- sembrerebbe che anche il Comune di Bassiano abbia sottoscritto, attraverso l'Ato, l'accordo. Questo non è invece avvenuto. Il nostro Ente non ha mai votato in Conferenza dei sindaci un atto che riguardasse la sanatoria, né ha sottoscritto protocolli d'intesa, né tantomeno ha messo a disposizione uffici comunali cui rivolgersi per la sanatoria stessa". Palombo, sempre in prima linea, insieme a Domenico Guidi, nella lotta contro il gestore del servizio idrico integrato e le modalità di gestione messe in campo, ha ricordato come il Comune di Bassiano 'non abbia mai approvato la Convenzione di Gestione e le sue innumerevoli modifiche sempre a favore della società privata di gestione, né sia entrato nel capitale sociale della Spa ed abbia visto riconosciuto da una sentenza emessa dal Tar del Lazio il suo diritto a non approvare atti conformi alla legge regionale'. "Tutto questo- ha dichiarato ancora Bruno Palombo- assume maggior rilievo, alla luce del risultato referendario in cui i cittadini di Bassiano con il 62% di affluenza e il 97% di 'Sì' hanno riaffermato, qualora ce ne fosse stato bisogno, che l'acqua, principale bene comune, deve essere gestito dal pubblico e che non intendono riconoscere il 7% di remunerazione al capitale investito alle società che speculano sull'acqua e su altri servizi primari. Chiediamo pertanto al Presidente dell'Amministrazione Provinciale, firmatario della lettera, di adoperarsi affinché la coscienza sociale scaturita dal voto referendario del 12 e 13 giugno sia riconosciuta ed affermata permettendo ai Comuni che lo vogliono di tornare a gestire il servizio idrico. Chiediamo che ognuno, per la propria parte, senza tentennamenti, né accampando attese normative, assuma le iniziative necessarie al ritorno ad una gestione pubblica del servizio idrico. Per l'Amministrazione Comunale di Bassiano questo- ha concluso l'assessore comunale- dovrebbe avvenire anche in maniera celere, facendo riferimento anche alla sentenza del Tar che ha bollato come non ricevibile il ricorso fatto dalla Provincia di Latina sulla mancata cessione degli impianti".




