Instagram, quali sono e come funzionano i nuovi Superzoom

Il Superzoom è uno degli effetti Instagram più utilizzati nelle Stories, le brevi sequenze audio-video della durata massima di 15 secondi e che si cancellano automaticamente dopo 24 ore dalla loro pubblicazione.

Le Stories sono state lanciate da Mark Zuckerberg due anni fa e sono state continuamente migliorate e aggiornate nel tempo con funzionalità adatte a renderle sempre più accattivanti. Tra le ultime, in ordine cronologico, la possibilità di inserire simpatiche GIF o la propria musica preferita di sottofondo, nonché di sottoporre ai propri follower dei sondaggi.

I Superzoom sono stati integrati lo scorso ottobre ed hanno avuto subito un grande successo, divenendo una delle funzionalità più popolari ed utilizzate dagli utenti, non solo i personaggi pubblici. Come suggerisce il nome, servono ad ingrandire una parte dell’immagine, enfatizzando un dettaglio o ponendo l’accento su un elemento.

Un modo per attirare simpaticamente l’attenzione, insomma, e pubblicare qualcosa di più completo di un semplice video parlato. Infatti, i Superzoom si compongono sia di dettagli grafici che di una musica a tema, di accompagnamento. Hanno una durata di circa 3 secondi.

Inizialmente, al primo rilascio della feature, erano quattro: Molla, Suspance, TV, Beat e Sorpresa. Adesso, ci si potrà divertire con sei nuovi effetti Superzoom, sia grafici che sonori, già disponibili sia per iOS che per Android, che si vanno ad aggiungere ai quattro tradizionali.

I sei nuovi Superzoom

Tramite un menu a scorrimento orizzontale l’utente può scegliere quale Superzoom inserire nella propria storia. Ciascun effetto è contraddistinto da un’icona (stavolta più piccola e tondeggiante delle precedenti) che ne richiama il nome e la scelta è accompagnata da una leggera vibrazione.

Paparazzi: una sequenza di scatti di diverse macchine fotografiche vi farà sentire come Bella Hadid sul red carpet di Cannes o come Rihanna paparazzata mentre fa shopping in città; oggetto dell’attenzione di decine di fotografi pronti ad immortalarvi.

Sorpresa: un simpatico effetto cartoon ingrandisce il dettaglio desiderato (un volto, un paesaggio, un oggetto) rendendolo una sorta di fumetto.

Tristezza: musica malinconica e foglie secche accompagnano questo Superzoom dai toni decisamente autunnali adatti per situazioni davvero molto tristi.

Fuoco: su una musica rock di sottofondo, la schermata è come se prendesse fuoco, con le fiamme che si espandono dai quattro angoli dello schermo. Superzoom adatto a comunicare qualcosa di davvero incandescente!

Proprio no: una X gigante potrà contrassegnare tutto quello che non vi va giù o non vi piace, per far sapere ai vostri amici il vostro disappunto in qualsiasi situazione.
Cuori: musica dolce e tonalità del rosa, insieme ad una pioggia di cuoricini, caratterizzano questo Superzoom che è decisamente il più romantico di tutti.

Le novità future

Ad oggi Instagram in Italia conta circa 19 milioni di utenti attivi ogni mesi: solo un anno fa erano 14 milioni. Questa crescita fa pensare che la prossima evoluzione dell’app potrebbe essere l’e-Commerce, per acquistare prodotti direttamente dai post pubblicizzati o da quelli pubblicati dai profili dei diversi marchi. Una sorta di IG Shopping insomma. Inoltre sarebbe in programma tra gli upgrades anche una feature che consentirà agli utenti di stimare il tempo trascorso sull’applicazione.

Come aprire un’azienda agricola: il business plan

Come si apre un’azienda agricola? Quali sono i requisiti indispensabili? Il primo passaggio burocratico è il riconoscimento (da parte della Regione) della qualifica di “Imprenditore agricolo professionale” (Iap), figura nata nel 2004. Questa attestazione si consegue dimostrando una serie di competenze e conoscenze professionali specifiche, dalla frequenza di corsi di formazione all’esercizio dell’attività da almeno un triennio.

Oltre agli adempimenti legali, però, per avviare un’impresa agricola bisogna anche attuare una serie di strategie per trasformare l’idea in un progetto di successo. Il business plan è lo strumento giusto per capire come avviare l’attività, come ridurre i rischi d’impresa e come pianificare tutti gli step.

Il piano di impresa, infatti, è un documento completo sotto tutti i punti di vista: illustra nel dettaglio l’idea da attuare e fornisce gli elementi per valutarne la fattibilità e le potenzialità. È utile sia per l’analisi iniziale che per il controllo in itinere del progetto, per vigilarne l’andamento e il raggiungimento degli obiettivi.

Consente di evitare effetti disastrosi derivanti da una cattiva gestione, da costi d’impresa mal calcolati o altri errori magari grossolani in cui è facile incorrere. Nulla deve essere lasciato al caso quando si mette su un’impresa, per questo il business plan deve includere tutti gli aspetti e le caratteristiche dell’attività, quelle positive, quelle negative, quelle su cui lavorare, quelle problematiche.

Per approfondire in tema di business plan per aziende agricole vedere su Softwarebusinessplan.it.

Business plan: costi e gestione

Il business plan di un’azienda agricola non è utile solo all’imprenditore, ma anche a eventuali finanziatori, soci o investitori. Infatti, l’obiettivo iniziale più importante, nell’aprire un’azienda agricola è ridurre al minimo i costi d’impresa. Qualora il proprio capitale risultasse insufficiente a coprire il fabbisogno aziendale si potrebbe optare per un prestito. Assolutamente da tenere in considerazione sono anche le agevolazioni dell’Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) che mette a disposizione aiuti e finanziamenti soprattutto per i giovani, per promuovere il ricambio generazionale.

Il business plan quindi in questo senso è indispensabile per capire, economicamente, la situazione di partenza e la sua evoluzione. In quest’ottica, uno degli elementi essenziali è l’analisi del mercato, per rendersi conto di che tipo di domanda c’è e in quale canale è meglio inserirsi per proporre la propria offerta. Un target di potenziali clienti ben individuato è un grande punto a favore. Avere un target significa avere chiari anche i propri competitors.

Conoscere il mercato consente anche di restringere il campo in merito a ciò su cui è meglio concentrarsi per la vendita e la distribuzione. Nello specifico dell’azienda agricola, il tipo di coltura: frutta da tavola, ortaggi, cereali, vini. E ancora, coltivazioni in campo aperto o in serra, coltura biologica o industriale, agriturismo o fattoria didattica.

Un’impresa agricola ha una serie di macchine essenziali che bisogna necessariamente includere tra i costi. A questi vanno aggiunti i costi di un deposito, di un ufficio, di un’eventuale serra e poi ovviamente poi ci sono le spese relative al personale, agli addetti del marketing e alla pubblicità. Una buona promozione sui giusti canali è una marcia in più da sfruttare.

Essenziale è la figura del fornitore, perché da lui dipenderà non solo la qualità del prodotto ma anche il suo prezzo.

Tipografia online il trionfo del fai da te

Il mercato si evolve, gusti e tendenze cambiano. E cambia anche il modo di fare shopping. Gli acquisti si fanno sempre più con un click, in qualsiasi giorno e a qualsiasi ora. Non solo abiti, scarpe, biglietti aerei e libri. Su internet oggi puoi comprare di tutto e richiedere servizi che un tempo erano affidati esclusivamente ad esercizi fisici. Oggi spopolano, per esempio, le tipografie online, un’ evoluzione necessaria e dettata dai ritmi del nuovo millennio. Le tipografie storiche resistono, specialmente nelle città universitarie o nelle metropoli ma è sempre più dura resistere alla concorrenza spietata dell’alter ego virtuale. Raggiungibile da chiunque e in qualunque parte del mondo.

Che cosa è
Una tipografia online presta servizi alle aziende (ma ovviamente anche ai singoli) che hanno bisogno di stampare i materiali più svariati (dai biglietti da visita ai cartelloni pubblicitari, dalle magliette per il torneo sportivo alle tesi di laurea) in tempi brevi e a un prezzo molto competitivo. Il trend è in ascesa e sulla piazza l’offerta è veramente ampia e variegata.

Come si fa
L’approccio dal negozio fisico al virtuale non è tanto diverso: basta avere le idee chiare ed un minimo di confidenza con l’utilizzo del computer. Ormai tutti i brand si avvalgono di applicazioni intuitive che guidano l’acquirente, passo dopo passo, fino al completamento della procedura di acquisto. Puoi trovare quello che fa al caso tuo utilizzando i principali motori di ricerca ma può anche capitare qualche buona offerta sfogliando le bacheche dei principali social network come Facebook o Instagram. Inoltre attraverso la registrazione sul sito e permettendo l’invio di newsletter periodiche si possono ricevere sconti e promozioni dedicate.

I pro e i contro
Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo tipo di servizio? Il plus valore del servizio è innanzitutto il risparmio di tempo. Vuoi mettere il vantaggio di poter scegliere comodamente dall’ufficio o da casa? Selezionando le ampie soluzioni offerte dai cataloghi online si ha l’opportunità di vedere realizzato il prodotto finito in tempo reale senza richiedere preventivi e soprattutto si evitano code e traffico. Se poi ci metti anche l’attenzione per l’ambiente il gioco è fatto. Se da un lato strizzano l’occhio gli ambientalisti (meno auto, meno carta, meno inquinamento ) dall’altro troviamo gli scettici. Fidarsi a scatola chiusa non è sempre facile ma diverse aziende ormai si avvalgono di garanzie ad hoc per attirare ed accontentare i clienti più perfezionisti ed esigenti. È importante poi accertarsi dei tempi e dei costi di consegna (alcuni servizi permettono al cliente di stampare direttamente senza dover ricorrere alla spedizione). Infine le modalità di pagamento devono essere sicure e tracciabili e permettere a chi acquista di utilizzare le principali carte di credito o di debito o di usufruire del contrassegno. Prima di affidare i propri dati (e soprattutto i propri soldi) a terzi potrebbe essere utile cercare qualche informazione su internet. Spesso recensioni verificate e certificati di attendibilità aiutano il cliente nella scelta definitiva.

Maggiori consigli e suggerimenti per utilizzare la tipografia online visita questo sito.

Aprire un negozio di bigiotteria

L’origine della bigiotteria si trova nel teatro, ambiente in cui è necessario riprodurre gioielli di altissimo valore con costi estremamente ridotti. Da qui nasce l’attività di bigiotteria che poi si è trasferita in attività commerciali rivolte al grande pubblico, soprattutto grazie al basso prezzo di gioielli e accessori di abbigliamento che spesso sfidano per estetica e qualità articolo di gioielleria molto più costosi.

Oggi la crisi non lascia spazio ad errori ed è quindi opportuno considerare in partenza alcuni fattori fondamentali.

Primo la produzione, che dovrà essere diversificata al massimo ed al contempo proporre oggetti di qualità. Attenzione quindi al luogo di produzione, dato che molto spesso gli articoli di bigiotteria prodotti in paesi con diversa normativa potrebbero risultare non conformi o non vendibili in Italia.

Secondo fattore da considerare è il margine. Dovendo essere molto ridotto per attuare un politica commerciale sufficientemente aggressiva, occorrerà puntare sui grandi numeri per assicurarsi una rendita sufficiente.

Terzo fattore, direttamente conseguente al secondo, sono i costi. Aprire un negozio di bigiotteria impone comunque costi fissi e una spesa iniziale tra arredamento e incombenze, che poi dovranno essere assolutamente controbilanciati da una vendita sufficiente.

In altre parole, dato che gli articoli sono tutti a basso costo (tranne alcune eccezioni nel caso di bigiotteria di alta qualità), i numeri da ottenere a livello di vendita sono tali da non consentire distrazioni.

Meglio quindi diversificare l’offerta, affiancando alla bigiotteria di basso rango anche articoli prezzo medio e alto, in modo da garantirsi, anche tramite strumenti di marketing appositamente sviluppati, la possibilità di marginalità elevate su alcuni articoli che possano dare quel tampone di entrate in più.

Volendo, si può anche pensare ad negozio di bigiotteria d’autore, dove gli articoli a basso costo sono la minoranza mentre sono invece molti gli articoli di alta o altissima qualità che quindi possono essere venduti a prezzi superiori determinando marginalità più elevate. In questo caso però attenzione perché anche i costi di approvvigionamento si alzeranno proporzionalmente.